Non si accettano più pagamenti in Lire - Moruzzi Numismatica Roma

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Non si accettano più pagamenti in Lire

I SERVIZI

A seguito della prescrizione anticipata delle lire la Moruzzi Numismatica non può più offrire ai suoi clienti il servizio esclusivo che è stato in vigore fino al 6 dicembre 2011 e che precedentemente era previsto fino al 28 febbraio 2012; quello di accettare in pagamento la nostra storica valuta. Tutti coloro che possedevano monete o banconote in lire anche se sgualcite e logore, potevano liberamente utilizzarle per acquisti presso il nostro negozio.
Non eravamo l'unica attività commerciale ad accettare ancora nel nostro paese le vecchie lire. Anche un gruppo di supermercati toscani ad esempio avevano mantenuto le lire come forma di pagamento.
Continuare a parlare, collezionare anche se non più usare le nostre vecchie lire è un modo per mantenerne vivo il ricordo.
Gli italiani per molti motivi non hanno fatto rientrare nelle casse della Banca d'Italia una grande quantità di lire per un totale superiore a 2600 miliardi. Ne hanno scritto Rossella Cadeo e Roberto Faben sul quotidiano il Sole 24 ore.



Caro Professor Mario Monti,

pur considerando il grave momento dell’Italia e dell’Europa ed anche valutando il Suo immane lavoro di cui si è preso carico accettando la presidenza del Consiglio dei Ministri, mi permetto di segnalarLe una pesante norma presente nel D. L. n. 201 del 6 dicembre 2011 da Lei varato.
Mi riferisco al provvedimento che ha portato, con un colpo solo, 1,3 miliardi di euro nelle casse dello Stato ed è relativo alle vecchie lire che “In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all'articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.”

Tale manovra ha inevitabilmente inferto un duro colpo al collezionismo numismatico degli appassionati estimatori delle nostre care e vecchie Lire, da molti rimpiante per la loro bellezza., che da sempre sono state una sorta di biglietto da visita del nostro paese, ancora oggi fortemente presenti nella nostra memoria.

Nella realtà, i collezionisti ed i professionisti del settore, alla naturale data di prescrizione sancita dalla legge 7 aprile 1997 n. 96 e fissata al 28 febbraio 2012, avrebbero continuato a conservare le vecchie lire nella quasi totalità dell’importo ad oggi non ancora riscosso.
Averne anticipato la scadenza costituisce un ulteriore danno di immagine e di credibilità all’Italia.
Considero questa un’imposizione immorale ed illegale, che colpisce indiscriminatamente quanti ancora sono in possesso della nostra vecchia valuta.
In particolare, la nostra piccola azienda numismatica ha continuato ad accettare per anni fino ad ora pagamenti in lire, confidando nella credibilità del nostro paese, ed oggi si trova con un pugno di mosche in mano.

Caro professore, se avesse avuto la pazienza di aspettare la scadenza del 28 febbraio 2012, avrebbe probabilmente incamerato nelle casse dello Stato una cifra di poco inferiore a quella oggi richiesta alla Banca d’Italia, mantenendo però fede agli impegni che il nostro paese aveva preso nella materia della circolazione monetaria.
Collezionisti, appassionati e nostalgici, non solo italiani, avrebbero comunque conservato le lire ancora in circolazione, lasciandoLe così gran parte del tesoretto utile per sanare il bilancio dello stato; tenga conto che questi stessi signori sono sottoposti anche a tutte le altre restrizioni previste dal decreto appena varato. Un’altra figuraccia dell’Italia anche nel mondo numismatico.
Con i migliori auguri di riuscire equamente a risanare i bilanci del nostro paese, distintamente La saluto

Umberto Moruzzi

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