Negozio di monete e banconote - Moruzzi Numismatica Roma

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Le monete greche

Visita la sezione di monete greche; vi troverai un'accurata selezione di pezzi di elevata qualità ed eccezionale pedigree suddivisi per aree geografiche. Gli esemplari, in regola con le norme vigenti sono accompagnati da una completa certificazione. L'arte greca vive ancora in ogni singola moneta. Non perdere la grande occasione di avvicinarti a questi meravigliosi ed emozionanti oggetti del passato, tra i quali le celebri civette ateniesi e le ricercate monete di Alessandro Magno di Macedonia.

Le monete romane

Visita le nostra sezione di monete romane; troverai un vasto e selezionato assortimento di monete romane repubblicane, monete romane delle guerre civili, monete romane imperiali e monete romane provinciali tutte in regola con le norme vigenti ed accompagnate da un'accurata certificazione. Visita anche le nostre sezioni dedicate alle affascinanti e ricche di storia monete bizantine e monete barbariche.

L'euro moneta

Le monete in euro, nonostante la crisi, hanno la capacità di avvicinare molti collezionisti alla numismatica. Il settore, ricco di novità, oltre al piacere di raccogliere sembra promettere in alcuni casi anche rivalutazioni. Troverete le emissioni da 2 euro commemorativi, le serie divisionali in euro e due ampie sezioni dedicate alle ambite monete in euro della Città del Vaticano ed in euro del Principato di Monaco.

La storia dei papi attraverso le monete

Vai a vedere tutte le monete dei papi dello Stato Pontificio in vendita nel nostro website. Le troverai suddivise per pontificati e dall'indice potrai effettuare le tue ricerche. Questi esemplari ci ricordano i molteplici aspetti della Città eterna, la sacralità, i monumenti, l'arte e gli avvenimenti di una Roma sempre simile a se stessa…

Le banconote italiane

Nell'immaginario collettivo la rappresentazione del denaro è una banconota; ma la cartamoneta italiana non ricorda solo questo. Questi biglietti sono caratterizzati da una grafica tra le più belle al mondo e percorrere un cammino storico e artistico lungo due secoli.A volte questi bei fogli raccontano anche la nostra storia personale…

La storia d'Italia attraverso le vecchie lire

Le lire dell'Italia unita, dalle monete del Regno d'Italia fino alle monete della Repubblica Italiana. Potrai acquistare anche le monete di Vittorio Emanuele II, le monete di Umberto I e le monete di Vittorio Emanuele III, tra le più belle coniazioni moderne. Le troverai con l'indicazione della corretta conservazione ed a prezzi imbattibili.

Le nostre offerte speciali

Da qui potrai accedere alle offerte speciali che periodicamente pubblichiamo nel nostro shop. Puoi trovare proposte a prezzi particolarmente bassi o offerte di esemplari molto richiesti. Tutto quello che qui troverai rispetta la qualità Moruzzi. Vieni a trovarci spesso per vedere tutto quello che abbiamo selezionato; potrai trovare l'offerta che più fa per te!

Investire in numismatica

Colleziona, le monete e le banconote da collezione rappresentano anche una buona forma di risparmio; sono oggetto di frequenti scambi e compravendite, che ne stabiliscono i valori che in alcuni casi sono anche elevati. Non è insolito sentir parlare di monete rare da collezione intese come opportunità di investimento.

Registrazioni

Registrandoti al nostro negozio, potrai acquistare direttamente gli articoli da te selezionati pagandoli come preferisci. Potrai pagare direttamente al negozio di Roma oppure per mezzo di bonifico bancario, contrassegno, carte di credito e PayPal. Puoi registrarti anche alle nostre periodiche newsletter, iscriverti alle nostre pagine Facebook o Twitter ecc.


LA MONETA SOTTO LA LENTE

Le monete romane delle guerre civili (monete romane imperatoriali) proposte dalla Moruzzi Numismatica
Il 3 settembre del 36 a.C., nei pressi di Nauloco in Sicilia, fu combattuta una decisiva battaglia tra la flotta di Sesto Pompeo e quella di Ottaviano, guidata magistralmente dall'ammiraglio Marco Vipsanio Agrippa, che riuscì a prevalere dando il colpo di grazia alle aspirazioni del partito pompeiano. Per assolvere al voto fatto prima della battaglia, Ottaviano fece costruire un tempio, all'interno della sua proprietà sul Palatino, dedicato ad Apollo, Dio dell'ordine, dell'arte  e della musica. Il legame tra il futuro imperatore Augusto ed Apollo fu molto profondo ed a tratti esclusivo, come evidenzia anche il denario, coniato negli anni 32-29 a.C., proposto dalla Moruzzi Numismatica. Al rovescio, vi è rappresentato, infatti, Apollo nudo, seduto a destra su di una roccia, mentre suona la lira. Proprio grazie ad Augusto, il culto del Dio Apollo divenne molto diffuso tra i romani, nonostante fosse una divinità prettamente greca.
Possiamo dire che il primo imperatore romano, utilizzando la terminologica filosofica introdotta molti secoli dopo dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche nel suo studio della tragedia greca, incarni lo spirito apollineo, le cui caratteristiche peculiari sono la razionalità, la ricerca dell'ordine e dell'equilibrio ed il contrasto delle pulsioni istintuali. Tutto l'opposto del suo ultimo grande avversario, l'ex collega di Triumvirato Marco Antonio, sconfitto ad Azio il 2 settembre del 31 a.C., emblema dello spirito dionisiaco volto all'irrazionalità, all'ebbrezza orgiastica ed al pieno godimento di tutte le pulsioni vitali.


APPUNTAMENTO CON LA STORIA: IL RITRATTO COEVO DI GIULIO CESARE

Le monete di Giulio Cesare (soprattutto il denario di Giulio Cesare) proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete da collezione di alto livello possono essere considerate vere e proprie opere artistiche. Come accade nel mondo dell'arte, anche in quello del collezionismo numismatico ci sono i cosiddetti nomi blockbuster, che attirano l'interesse di tutti gli appassionati. E' recente l'aggiudicazione, per circa 450 milioni di USD, del quadro "Salvator Mundi", attribuito a Leonardo Da Vinci. Volendo fare un paragone, le monete di Giulio Cesare sono, a livello di desiderabilità, simili ai quadri di Leonardo. Così come un qualsiasi collezionista d'arte desidera un'opera di Da Vinci, allo stesso modo ogni collezionista di monete romane desidera una moneta raffigurante il conquistatore delle Gallie. La Moruzzi Numismatica presenta un denario, coniato nel 44 a.C., con un eccezionale ritratto di Giulio Cesare. L'abile incisore ha dato vita ad un volto molto espressivo, nel quale possiamo cogliere la sofferenza patita dal dittatore perpetuo nell'ultimo periodo della sua esistenza.


Sei alla ricerca di un'idea regalo originale, prestigiosa e che possa acquistare valore nel tempo? Regala una moneta, medaglia o banconota da collezione.


LA PIASTRA DI INNOCENZO XII CON IL PORTO DI ANZIO

Le monete di Innocenzo XII, tra le quali questa piastra in argento con la veduta del porto di Anzio, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Nel 1699, Papa Innocenzo XII fece coniare una bellissima piastra in argento con, al rovescio, una veduta del porto di Anzio. Fatto costruire dall'imperatore romano Nerone, il porto conobbe nuova vita proprio sotto il papato di Antonio Pignatelli di Spinazzola. Nel 1691, in occasione del conclave che lo avrebbe eletto al soglio pontificio, l'allora cardinale Pignatelli salpò da Napoli con una feluca per raggiungere Roma via mare. Durante la traversata, però, si imbattè in una burrasca ed alcuni pescatori lo trassero in salvo da sicuro naufragio nei pressi di Capo d’Anzio. Da allora, Papa Innocenzo XII prese a cuore le sorti del porto e, nel 1697, ordinò l'inizio dei lavori di ampliamento dello stesso, senza limitarsi ad una semplice ristrutturazione dei resti dell'antico porto neroniano. L'ampliamento del porto permise alla zona di sviluppare maggiormente i commerci marittimi soprattutto col Regno di Napoli, con conseguente aumento della popolazione.
Quasi 250 anni dopo, nel 1944, Anzio, insieme con la vicina Nettuno, sarebbe nuovamente salita sul palcoscenico della storia in occasione della seconda guerra modiale, quando gli Alleati vi sbarcarono con i loro mezzi militari per affrontare le truppe tedesche.


LE MONETE ROMANE E L'ARCHITETTURA: IL CAPITOLIUM

Le monete romane repubblicane proposte dalla Moruzzi Numismatica
Lo splendido denario emesso nel 78 a.C. dalla Gens Volteia ci fornisce, al rovescio, una dettagliata raffigurazione del Tempio di Giove Capitolino (Capitolium). Consacrato alla triade capitolina (Giove, Giunone e Minerva) ed eretto sulla sommità del Campidoglio, alla fine del VI secolo a.C. (secondo la tradizione da Tarquinio il Superbo), il tempio era il monumento più grande dell'area. Il culto della triade capitolina era centrale nella religione romana, tanto da diventare un vero e proprio culto nazionale. Alle tre divinità, infatti, era affidata la tutela religiosa non solo dell'Urbe, ma di tutto lo stato romano. Per tale ragione, questo tipo di tempio, sempre con pianta a 3 celle seppur di dimensioni ridotte, si diffuse anche nelle colonie, mantenendo il nome originario di Capitolium (Campidoglio).


LE IDI DI MARZO DEL 44 a.C.

Le monete di Bruto proposte dalla Moruzzi Numismatica
Il 15 marzo 44 a.C. è un giorno che ha cambiato non solo la storia dell'antica Roma, ma dell'Occidente in generale. Quello che siamo oggi è anche la conseguenza di quella giornata, meglio conosciuta come le Idi di Marzo. Nel vano tentativo di salvare un'ormai morente e corrotta Repubblica Romana, Marco Giunio Bruto, Gaio Cassio Longino, Decimo Bruto ed altri senatori congiurati uccisero, con ben 23 coltellate, il dittatore perpetuo Caio Giulio Cesare. Ironia della sorte, la morte del poi divinizzato Cesare avvenne sotto la statua del suo ex grande alleato, poi divenuto avversario, Pompeo Magno. Convinti di aver arrestato il processo di dissoluzione del sistema e dei valori repubblicani, i cesaricidi dovettero però far presto i conti con la realtà. La storia non poteva essere arrestata e, dopo varie vicissitudini, la battaglia di Filippi in Macedonia dell'ottobre 42 a.C. sancì la loro morte e la definitiva sconfitta degli ideali repubblicani per cui si erano battuti fino alla morte.
Con la vittoria dei cesariani Marco Antonio e Gaio Giulio Cesare Ottaviano, figlio adottivo di Giulio Cesare, la Repubblica era sostanzialmente finita e la strada verso l'Impero l'unica percorribile per una sempre più potente Roma.


UN PARTICOLARE TIPO DI FALSI: LE MONETE SUBERATE

Le monete di Bruto, tra le quali questo denario suberato di Bruto, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Claudio, tra le quali questo denario suberato di Claudio, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete suberate, ovvero quelle monete con anima vile all'interno ed argentatura esterna, hanno da sempre affascinato studiosi e collezionisti per quell'alone di mistero che le avvolge. In particolare, i denari suberati romani hanno sollevato importanti domande: sono stati prodotti da abili falsari o dallo stato romano stesso? E quali potrebbero essere le motivazioni? Tenendo presente sia l'elevata qualità produttiva dei singoli pezzi, sia la grande quantità di esemplari a noi giunti, è sempre più accettata la tesi secondo la quale queste emissioni siano state prodotte dallo stato stesso. Il motivo principale potrebbe essere il lucro: mescolare monete in argento puro o quasi con monete solo argentate comportava un rilevante risparmio nella quantità di metallo prezioso necessaria per la coniatura di decine di migliaia di monete. Bisogna pensare che, appena coniate, le monete suberate erano indistinguibili da quelle originali, al punto che era necessaria la saggiatura per attestarne la purezza o meno del metallo. Solo oggi, migliaia di anni dopo, siamo in grado di vedere, ad occhio nudo, il rame fuoriuscito dalle parti della moneta dove l'argentatura è saltata.




ITALIA E ROMA UN LEGAME INDISSOLUBILE

Le monete romane repubblicane proposte dalla Moruzzi Numismatica
Nel 68 a.C., Q. Fufius Calenus e Mucius Cordus emisero una moneta di alto valore simbolico ed emozionale: un denario raffigurante, al rovescio, l'Italia e Roma nell'atto di stringersi la mano. Un gesto di altissimo significato, col quale si voleva celebrare la ritrovata pace tra Roma ed i suoi alleati italici dopo la cruenta Guerra sociale conclusasi pochi anni prima. A "benedire", in un certo senso, la nuova alleanza troviamo due divinità raffigurate al dritto: Honos e Virtus. Un'alleanza positiva per entrambe le parti. Sempre sul rovescio, infatti, l'Italia regge con l'altra mano una cornucopia (simbolo di prosperità), mentre Roma poggia il suo piede sul globo, ad evidenziare la volontà dell'Urbe di estendere sempre più la propria egemonia sul resto del mondo. Una moneta repubblicana davvero importante, un pezzo di storia che racconta quanto sia antico ed indissolubile il legame tra l'Italia e la sua capitale, nonostante le grandi difficoltà incontrate nel corso dei secoli.
Quasi 2000 anni dopo, avremo un'altra stupenda ed emozionante raffigurazione di Roma e dell'Italia sul rovescio della 5 lire del 1911 coniata in occasione del cinquantesimo anniversatio dell'Unità d'Italia. Quasi un ideale eterno abbraccio tra l'Italia e la Città Eterna.



LE MONETE ROMANE REPUBBLICANE E LA MITOLOGIA

Le monete romane repubblicane, tra le quali questo denario della Gens Pompea con la lupa che allatta i gemelli e Faustolo, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete romane repubblicane, tra le quali questo denario della Gens Mamilia con Ulisse, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Molte monete romane repubblicane hanno un forte legame con la mitologia. Vi proponiamo due esempi. La prima moneta è un denario emesso da Sextus Pompeius Fostlus, esponente della Gens Pompeia. Al rovescio, troviamo raffigurata una scena che ha un profondo significato per l'Urbe: la lupa allatta i due gemelli, Romolo e Remo, mentre sopraggiunge da sinistra il pastore Faustolo, di cui Sextus Pompeius Fostlus rivendica la discendenza, che li prenderà con sé. Il tutto avviene sotto il ficus ruminalis ai piedi del Palatino, nei pressi del Lupercale. Siamo in pieno mito fondativo della Città Eterna.
La seconda moneta è un denario emesso da C. Mamilius Limetanus, membro della Gens Mamilia. Al rovescio, troviamo riprodotto uno dei momenti più conosciuti ed importanti della mitologia classica: il ritorno di Ulisse ad Itaca, travestito da mendicante, ed il suo incontro con l'ormai vecchio cane Argo che, nonostante la lunga assenza, lo riconosce subito e gli va incontro con le poche forze rimastegli, mentre Ulisse allunga verso di lui la mano destra. Sarà il loro ultimo incontro. Argo morirà pochi istanti dopo, felice di aver rivisto per un ultimo saluto l'amato padrone, a cui sempre era restato fedele.
Quante emozioni possono regalarci questi tondelli ricchi di storia e di storie da raccontare.




L'AUREO DI ANTONINO PIO

Gli aurei romani imperiali: l'aureo di Antonino Pio proposto dalla Moruzzi Numismatica

Gli aurei romani repubblicani ed imperiali erano monete preziose (ogni aureo corrispondeva a 25 denari in argento equivalenti a 100 sesterzi in oricalco), prestigiose e con un alto valore di rappresentanza. Gli esponenti delle potenti e ricche famiglie dell'aristocrazia romana li utilizzavano soprattutto per le grandi transazioni (compravendita di estese proprietà terriere, edifici etc.) e riserva di valore. Alla fine dell'800, nella città campana di Boscoreale, furono scoperte diverse ville rustiche di epoca romana. In una di queste, fu rinvenuto un ricco tesoro composto da 108 pezzi di argenteria e ben 1037 monete d'oro. La Moruzzi Numismatica propone un aureo, emesso dall'imperatore Antonino Pio, in conservazione quasi splendida e con la raffigurazione della Pietas al rovescio. Leggiamo una breve descrizione di Antonino Pio tramandataci nell'Historia Augusta: "Fu un uomo di bell'aspetto e di grande ingegno: equilibrato e nobile aveva un volto che esprimeva compostezza ed un'intelligenza fuori del comune".

E' affascinante notare, che sia tale compostezza del volto e sia tali qualità caratteriali siano ben ravvisabili nel ritratto dell'imperatore inciso su questo splendido aureo. Ancora una volta, gli incisori romani ci hanno regalato non solo un piccolo gioiello artistico, ma anche un intenso ritratto psicologico.



UN RITRATTO DA NON PERDERE: IL DENARIO DI GIULIA TITI

Le monete di Giulia Titi (Julia Titi), tra le quali questo denario di Giulia Titi (Julia Titi), proposte dalla Moruzzi Numismatica
Solitamente, le monete di Giulia Titi (figlia dell'imperatore Tito e consorte dello zio Domiziano) presentano un ritratto caratterizzato da accentuati tratti maschili, nel quale è possibile ravvisare una decisa somiglianza con Domiziano. Nel denario proposto dalla Moruzzi Numismatica, invece, possiamo ammirare un ritratto di stile molto fine in cui l'incisore, pur mantenendo le sembianze familiari, ha voluto esaltare maggiormente i tratti femminili dell'Augusta. Ad impressionare è l'acconciatura molto curata dei capelli e la splendida conservazione del pezzo, ci permette di ammirarne ogni singolo ricciolo. Non è esagerato affermare che siamo in presenza di un ritratto di qualità scultorea. Non perderlo.


LE MONETE BIZANTINE: L'HISTAMENON NOMISMA DI ROMANO III

Le monete bizantine: l'histamenon di Romano III proposto dalla Moruzzi Numismatica
Troppo spesso, tendiamo a considerare l'Impero bizantino come un qualcosa che non ci appartiene e, di conseguenza, ci interessiamo poco della sua storia e siamo incapaci di "ascoltare" quello che hanno da raccontarci le sue monete. Probabilmente, è proprio il termine moderno "Impero bizantino" a creare questo distacco. Quello che noi oggi definiamo con questo termine, non è altro che l'Impero romano d'Oriente. Nel 395 d.C., l'Impero Romano venne suddiviso in 2 parti: l'Impero romano d'Occidente di tradizione latina e l'Impero Romano d'Oriente di tradizione greca. Il primo, terminò la sua esistenza nel 476 d.C., mentre il secondo proseguì per quasi un altro millennio, fino al 1453. Gli stessi abitanti di quello che per noi è l'Impero bizantino, si consideravano discendenti diretti dell'Impero romano di Augusto e si chiamavano Romei, romani di lingua greca, e non bizantini come li definiamo oggi.
La stessa capitale, Costantinopoli, era considerata la "Nuova Roma". Anche l'organizzazione statale e le cariche pubbliche erano romane. Quindi, l'elemento romano era sempre ben presente. Quello a cui abbiamo assistito, è stata l'evoluzione dello stato romano orientale verso una sempre più marcata preponderanza dell'elemento greco rispetto a quello latino. Le stesse monete bizantine, soprattutto nel primo periodo, rappresentano lo sviluppo di quelle romane. Tutti i collezionisti di monete del Tardo Impero romano hanno familiarità con nominali quali solido, semisse, tremisse, miliarense, siliqua, follis ed altri. Questi stessi nominali li ritroviamo anche nella monetazione bizantina. Abbandoniamo, quindi, la nostra freddezza verso tutto ciò che è bizantino e di cui, anzi, siamo spesso diffidenti. Parole come bizantinismo, che indica esagerazione o complicazioni burocratiche, non ci aiutano in questo, però scopriamo, anche attraverso le monete, tutto ciò che di affascinante ha da offrirci quel mondo, a partire dalla spiritualità cristiana. La Moruzzi Numismatica propone uno splendido esemplare di Histamenom in oro coniato dall'imperatore bizantino Romano III negli anni 1028-1034 a Costantinopoli. Al dritto, troviamo raffigurato Cristo in trono benedicente. Al rovescio, abbiamo rappresentato lo stesso Romano III incoronato dalla Vergine, a voler sottolineare la trasmissione dall'Alto del potere imperiale. Il fatto che il dritto non sia riservato all'imperatore, cioè all'autorità politica terrena, ma al Cristo, documenta la superiorità dell'elemento celeste su quello terreno. Bisognerà attendere l'Umanesimo, dalla metà del XIV sec. in poi, per vedere l'uomo riconquistare la sua centralità, in qualità di artefice della propria storia.


LE MONETE ANTICHE E MODERNE IN VETRINA (ANCHE RARE E DI GRANDE VALORE ECONOMICO E NUMISMATICO)

Le monete di Vespasiano, tra le quali questo sesterzio di Vespasiano, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Cornelia Supera, tra le quali questo antoniniano di Cornelia Supera, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Nerone, tra le quali questo sesterzio di Nerone, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Caracalla, tra le quali questo sesterzio di Caracalla, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Emiliano, tra le quali questo sesterzio di Emiliano, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Vittorio Emanuele III, tra cui questo esemplare da 100 lire 1912 aratrice, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Umberto I proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Adriano, tra le quali questo aureo di Adriano, proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Nerone, tra le quali questo dupondio di Nerone, proposte dalla Moruzzi Numismatica
I sesterzi romani imperiali: il sesterzio di Britannico proposto dalla Moruzzi Numismatica
Vai a vedere le monete del Regno di Napoli proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete greche: lo statere d'oro di Alessandro Magno proposto dalla Moruzzi Numismatica
Le monete greche antiche: lo statere di Siracusa proposto dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Vittorio Emanuele III proposte dalla Moruzzi Numismatica
Le monete di Augusto, tra le quali questo denario di Augusto in onore di Divo Giulio Cesare con la cometa, proposte dalla Moruzzi Numismatica

Visita il nostro e-commerce in cui troverai migliaia di monete antiche suddivise in categorie sempre aggiornate e facilmente navigabili: monete celtiche, monete greche, monete romane repubblicane, monete romane delle guerre civili, monete romane imperiali, monete bizantine e monete barbariche.


MONETE D'ORO RARE DEL REGNO D'ITALIA: 50 lire 1888 -  100 lire aratrice - 100 lire 1933 Italia su prora

MONETE ESTERE DA COLLEZIONE: monete europee - monete mondiali


Cercando di perseguire la maggior trasparenza possibile nei confronti di tutti i collezionisti numismatici, la Moruzzi Numismatica dedica una pagina del suo sito alla determinazione del prezzo di vendita al pubblico delle monete, banconote e medaglie da collezione offerte in vendita sia online che nel proprio negozio di Roma.


La Moruzzi Numismatica propone un'importante selezione di monete da collezione di tutte le epoche ed offerte al giusto valore di mercato. Visita le nostre pagine speciali dedicate alle monete antiche romane (quadrigati, aurei repubblicani ed imperiali, denari repubblicani ed imperiali, quinari repubblicani ed imperiali, sesterzi imperiali, dupondi imperiali, assi repubblicani ed imperiali, antoniniani, argentei, follis romani e bizantini, solidi romani e bizantini, silique romane e bizantine, cistofori), alle monete celtiche, greche, bizantine e barbariche, alle monete medievali ed alle monete moderne e contemporanee, come i 2 euro commemorativi emessi dai paesi membri dell'area euro. Particolarmente interessanti sono le sezioni dedicate alle monete di Atene (tetradrammi ateniesi o civette), alle monete di Filippo II di Macedonia (sovrano macedone dal 359 al 336 a.C. e padre di Alessandro Magno), alle monete di Alessandro Magno (grande conquistatore e sovrano macedone dal 336 al 323 a.C.), alle monete di Corinto (stateri di Corinto o pegasi), alle monete di Tebe (stateri di Tebe o scudi beotici),alle monete di Siracusa (tetradrammi di Siracusa), alle monete di Giulio Cesare (il conquistatore delle Gallie, ucciso con 23 coltellate alle idi di marzo del 44 a.C.), alle monete di Pompeo Magno, (avversario di Cesare durante la guerra civile del 49-45 a.C., conclusasi con la vittoria di quest'ultimo nella battaglia di Farsalo), alle monete di Bruto (cesaricida e principale organizzatore della congiura insieme con Gaio Cassio Longino), alle monete di Cassio (cesaricida e principale organizzatore della congiura insieme con Marco Giunio Bruto), alle monete di Sesto Pompeo (figlio di Pompeo Magno e grande ammiraglio romano), alle monete di Agrippa (generale e console romano, amico fraterno di Ottaviano), alle monete di Ottaviano (figlio adottivo di Cesare, futuro Augusto e vincitore della battaglia di Azio del 31 a.C.), alle monete di Marco Antonio, (triumviro con Ottaviano e Lepido, il grande sconfitto, con la sua amata Cleopatra, della battaglia di Azio del 31 a.C.), alle monete di Augusto (con questo nome Ottaviano è divenuto il primo imperatore romano dal 27 a.C. al 14 d.C.), alle monete di Antonia Minore (figlia di Marco Antonio ed Ottavia Minore e madre di Germanico, Claudio e Livilla), alle monete di Germanico (importante politico e militare romano vissuto dal 15 a.C.al 19 d.C.), alle monete di Agrippina Maggiore (moglie di Germanico e madre dell'imperatore Caligola vissuta dal 14 a.C. al 33 d.C.), alle monete di Tiberio (imperatore durante gli anni della predicazione e morte di Gesù Cristo), alle monete di Druso Minore (figlio di Tiberio vissuto dal 14 a.C. al 23 d.C.), alle monete di Caligola (noto, secondo Svetonio e Cassio Dione, per aver nominato il suo cavallo Incitatus senatore), alle monete di Claudio (imperatore dal 41 al 54 d.C.), alle monete di Nerone (forse il più noto imperatore romano, soggetto principale di film e libri),  alle monete di Galba (imperatore nel 68-69 d.C.), alle monete di Otone (imperatore dal 15 gennaio al 16 aprile 69 d.C.), alle monete di Vitellio (imperatore dal 16 aprile al 22 dicembre del 69 d.C.), alle monete di Vespasiano (imperatore sotto il quale avvenne la distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.C.), alle monete di Domitilla (moglie dell'imperatore Vespasiano e madre degli imperatori Tito e Domiziano), alle monete di Tito (sotto il suo imperio avvenne l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.), alle monete di Giulia Titi (figlia dell'imperatore Tito), alle monete di Domiziano (imperatore dall'81 al 96 d.C.), alle monete di Domizia Longina (moglie dell'imperatore Domiziano), alle monete di Nerva (iniziatore dell'era degli imperatori adottivi), alle monete di Traiano (sotto il suo imperio Roma raggiunse la massima espansione territoriale, grazie alle vittoriose campagne daciche e partiche), alle monete di Marciana (sorella dell'imperatore Traiano), alle monete di Matidia (figlia di Marciana e nipote dell'imperatore Traiano), alle monete di Adriano (l'imperatore che consolidò i confini dell'impero e grande amante del mondo greco), alle monete di Sabina (moglie dell'imperatore Adriano), alle monete di Elio (erede designato dell'imperatore Adriano, morto prematuramente), alle monete di Antonino Pio (l'imperatore simbolo del periodo più florido della storia imperiale), alle monete di Faustina I (Faustina Maggiore) (moglie di Antonino Pio), alle monete di Marco Aurelio (l'imperatore filosofo), alle monete di Faustina II (Faustina Minore) (moglie di Marco Aurelio), alle monete di Lucio Vero (imperatore associato a Marco Aurelio) alle monete di Lucilla, (figlia, moglie e sorella di imperatori), alle monete di Commodo (l'imperatore gladiatore), alle monete di Crispina (moglie dell'imperatore Commodo), alle monete di Pertinace (imperatore dal 1º gennaio al 28 marzo 193 d.C.), alle monete di Didio Giuliano (imperatore dal 28 marzo al 1º giugno 193 d.C.), alle monete di Manlia Scantilla (moglie di Didio Giuliano), alle monete di Didia Clara (figlia di Didio Giuliano), alle monete di Pescennio Nigro (usurpatore dell'Impero tra il 193 ed il 194 d.C.), alle monete di Clodio Albino (prima usurpatore e poi Cesare dell'Impero tra il 193 ed il 197 d.C.), alle monete di Settimio Severo (capostipite della dinastia dei Severi), alle monete di Giulia Domna (moglie di Settimio Severo), alle monete di Geta (imperatore romano dal 209 al 212 d.C., ucciso dal fratello Caracalla), alle monete di Caracalla (imperatore romano dal 211 al 217 d.C., assassino del fratello Geta), alle monete di Plautilla (moglie dell'imperatore Caracalla), alle monete di Macrino (imperatore nel 217-218 d.C.), alle monete di Diadumeniano (imperatore nel 218 d.C.), alle monete di Giulia Mesa (nonna degli imperatori Elagabalo ed Alessandro Severo). alle monete di Elagabalo (Eliogabalo) (imperatore e sacerdote del culto del dio El-Gabal importato da Emesa), alle monete di Giulia Soemia (madre dell'imperatore Elagabalo), alle monete di Giulia Paola (moglie dell'imperatore Elagabalo), alle monete di Alessandro Severo (imperatore dal 222 al 235 d.C.), alle monete di Giulia Mamea (madre di Alessandro Severo), alle monete di Orbiana (moglie dell'imperatore Alessandro Severo), alle monete di Massimino I il Trace (imperatore dal 235 al 238 d.C.), alle monete di Paolina (moglie dell'imperatore Massimino il Trace), alle monete di Massimo (cesare dell'Impero dal 236 al 238 d.C.), alle monete di Gordiano I (imperatore dal 22 marzo ad aprile 238 d.C.), alle monete di Gordiano II (imperatore nel periodo marzo - 12 aprile 238 d.C. assieme al padre Gordiano I), alle monete di Balbino (imperatore dall'1 febbraio all'11 maggio 238 d.C. assieme a Pupieno), alle monete di Pupieno (imperatore dall'1 febbraio all'11 maggio 238 d.C. assieme a Balbino), alle monete di Gordiano III (imperatore dal 238 al 244 d.C.), alle monete di Filippo l'Arabo (imperatore sotto il quale venne celebrato il primo millennio della fondazione di Roma), alle monete di Otacilia Severa (moglie dell'imperatore Filippo I detto "l'Arabo"), alle monete di Traiano Decio (imperatore dal 249 al 251 d.C.), alle monete di Erennia Etruscilla (moglie dell'imperatore Traiano Decio), alle monete di Erennio Etrusco (imperatore nel 251 d.C. insieme al padre Traiano Decio), alle monete di Ostiliano (imperatore nel 251 d.C. con Treboniano Gallo), alle monete di Treboniano Gallo (imperatore dal 251 al 253 d.C.), alle monete di Emiliano (imperatore da luglio a settembre 253 d.C.), alle monete di Cornelia Supera (moglie dell'imperatore Emiliano), alle monete di Valeriano I (imperatore dal 253 al 260 d.C., catturato dai persiani di Sapore I e poi ucciso o morto in prigionia), alle monete di Mariniana (moglie dell'imperatore Valeriano I), alle monete di Gallieno (imperatore dal 253 al 268 d.C.), alle monete di Salonina (moglie dell'imperatore Gallieno), alle monete di Macriano (imperatore dal 260 al 261 d.C.), alle monete di Quieto (imperatore dal 260 al 261 d.C.),  alle monete di Postumo (fondatore ed imperatore dell'Impero delle Gallie dal 259/260 al 268 d.C.), alle monete di Leliano (imperatore dell'Impero delle Gallie nel febbraio / marzo 269 d.C.), alle monete di Mario (imperatore dell'Impero delle Gallie, per breve tempo, nel 269 d.C.), alle monete di Vittorino (imperatore dell'Impero delle Gallie dal 268 al 271 d.C.), alle monete di Tetrico (imperatore dell'Impero delle Gallie dal 271 al 274 d.C), alle monete di Claudio II il Gotico (imperatore dal 268 al 270 d.C.), alle monete di Quintillo (imperatore, per pochi giorni, nell'aprile del 270 d.C.), alle monete di Aureliano (imperatore dal 270 al 275 d.C.), alle monete di Severina (moglie dell'imperatore Aureliano), alle monete di Tacito (imperatore dal 275 al 276 d.C.), alle monete di Floriano (imperatore per 88 giorni nel 276 d.C.), alle monete di Probo (imperatore dal 276 al 282 d.C.), alle monete di Caro (imperatore dal 282 al 283 d.C.), alle monete di Carino (imperatore dal 284 al 285 d.C.), alle monete di Numeriano (imperatore associato a Carino nel 284 d.C.), alle monete di Nigriniano (figlio dell'imperatore Carino e Magnia Urbica), alle monete di Magnia Urbica (moglie dell'imperatore Carino), alle monete di Carausio (usurpatore autoproclamatosi imperatore della Britannia e della Gallia settentrionale dal 286 al 293 d.C.), alle monete di Alletto (imperatore della Britannia e della Gallia settentrionale dal 293 al 296 d.C.), alle monete di Diocleziano (fondatore della Tetrarchia), alle monete di Massimiano Erculeo (tetrarca con Diocleziano), alle monete di Costanzo I Cloro, (padre di Costantino), alle monete di Galerio Massimiano (promulgatore dell'editto di tolleranza del 311 d.C.), alle monete di Severo II (imperatore dal 305 al 307 d.C.), alle monete di Massimino Daia (imperatore dal 305 al 313 d.C.), alle monete di Massenzio (imperatore romano autoproclamato dal 306 al 312 d.C.), alle monete di Licinio (imperatore dal 308 al 324 d.C.), alle monete di Licinio II (co-augusto dell'Impero romano dal 317 al 324 d.C.), alle monete di Costantino (il primo imperatore cristiano), alle monete di Elena (madre di Costantino I e proclamata Santa) alle monete di Costanzo II (imperatore dal 337 al 361 d.C.), alle monete di Magnenzio (imperatore dal 350 al 353 d.C.), alle monete di Giuliano II l'Apostata (imperatore dal 360 al 363 d.C.), alle monete di Gioviano (imperatore dal 363 al 364 d.C.), alle monete di Venezia (la Serenissima e i suoi dogi), alle monete di Napoleone Bonaparte Re d'Italia, alle monete del Regno di Napoli, alle monete del Regno di Sicilia, alle monete della Repubblica Napoletana, alle 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