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Il Vero e il Falso
La moneta, la banconota, la moneta elettronica
2500 ANNI DI STORIA DEL FALSO MONETALE

E stata inaugurata il 22 ottobre 2010 presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Catania, l'inaugurazione della mostra itinerante "II Vero e il Falso", alla presenza del Comandante Interregionale dell'Italia Sud-Occidentale, della Guardia di Finanza Gen.C.A. Saverio Capolupo, e delle massime Autorità civili, militari e religiose della città.
La mostra "Il Vero e il Falso", unica nel suo genere in Italia, vuole ripercorrere l'evolversi del fenomeno della falsificazione monetaria in più di 2500 anni di storia, - un vero viaggio nel tempo, dall'epoca greco-romana, fino ai giorni nostri, mostrando, inoltre, quale sia l'attività di contrasto operata dalla Guardia di Finanza in questo settore.
La logica del percorso espositivo è molto semplice e si basa sul confronto diretto e puntuale dell'esemplare originale, che viene contrapposto al corrispondente contraffatto.
Attraverso quindi questo riscontro sarà possibile ripercorrere l'evoluzione del falso nel corso dei secoli, analizzando le differenti tecniche utilizzate dalle organizzazioni criminali antiche e moderne per l'illecita riproduzione del denaro.
Sono state prese in considerazione anche le clonazioni dei bancomat e delle carte di credito, esponendo i circuiti elettronici e i macchinari utilizzati per captarne i dati delle operazioni elettroniche.
Uno speciale spazio dell'esposizione è stato dedicato, alla ricostruzione delle più importanti operazioni di falsificazione effettuate nei periodi bellici.
Ampi spazi espositivi sono stati dedicati a due falsari d'altri tempi, Antonio Comito Viola, tipografo cooptato dalla Mano Nera nella New York dei primi anni del 900 e Paolo Ciulla l'artista-falsario che nella Catania del 1920 che quasi cieco aveva creato falsi d'autore.
Una sezione espositiva è stata dedicata alla "stanza del falsario", dove è stata ricostruita fedelmente una stamperia clandestina, attrezzata con i macchinari utilizzati per la produzione di dollari falsi. Si potrà ripercorrere l'intero ciclo della produzione dei falsari, dalla creazione della carta filigranata sino ai processi di stampa che conducono alla banconota finita, completa dei più sofisticati elementi di sicurezza.
La stamperia è stata scoperta nel corso di una operazione di servizio della Guardia di Finanza;
Tra il materiale esposto anche una macchina da stampa tipografica Heidelberg, spesso utilizzata dai falsari per la notevole qualità di riproduzione, in questo caso modificata con un sofisticato dispositivo per produrre la numerazione progressiva delle banconote false.
Sono inoltre esposti anche esempi significativi di falsi sequestrati nel corso delle numerose operazioni di servizio, svolte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria e dagli altri Reparti della Guardia di Finanza.
L'evento è stato organizzato dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, dal Museo Storico della Guardia di Finanza, con la partecipazione del Nucleo Speciale Polizia Valutaria.
Hanno inoltre partecipato alla realizzazione di questo evento espositivo vari enti quali la Camera di Commercio di Catania, la Banca d'Italia con l'esposizione di molti esemplari provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch, l' Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Roma, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria, l' Archivio di Stato di Catania.


Rassegna Stampa

La Repubblica
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Il Vero e il Falso
La moneta, la banconota, la moneta elettronica
2500 ANNI DI STORIA DEL FALSO MONETALE


Catania, Via Crociferi 2,

Sala Koinè c/o Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania
Dal 22 ottobre al 23 dicembre; è possibile visitare la mostra il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 09.00 alle 13.00 su appuntamento.
Su richiesta di gruppi organizzati o scolaresche, sarà possibile programmare visite anche in altri giorni della settimana.

Tel. 095/7150009 - 095/7150036
Contatti: Ten. Mauro Favetta e M.A. Salvatore Anzalone


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Mi sento onorato di avere l'opportunità di scrivere qualche riga sull'amico Angelo Bazzoni.
Come tanti altri, che frequentano il variegato mondo della numismatica, anche io ho perso un amico, un punto di riferimento, un grande esperto con cui mi piaceva confrontarmi.
Angelo aveva un evidente difetto fisico, che, però, posso affermare con certezza, nessuno notava. Non veniva notato perchè, come la luce del sole abbaglia e sfuma quello che c'è intorno, Angelo affascinava con la sua personalità e la sua sapienza semplice e grande nello stesso tempo.
Quando negoziava l'acquisto di una moneta lo faceva con grande professionalità, mai disprezzando chi voleva o doveva vendere, apprezzando, invece, e valutando ciò che gli veniva proposto.
Quando vendeva le sue monete, trasmetteva tutta la sua passione, infatti non cedeva solo una moneta, ma anche un pezzo della sua conoscenza.
Quando poi, sollecitato da colleghi, amici e collezionisti, è salito sulla tribuna di giudice delle monete delle collezioni degli italiani, ha lavorato sempre con una competenza senza pari.
La professionalità con cui svolgeva il suo lavoro di perito lo ha portato ad essere riconosciuto indiscutibilmente come il più grande esperto della monetazione moderna e contemporanea italiana. Infatti ad Angelo bastavano pochi istanti per giudicare il grado di conservazione o la bontà di una moneta.
Non dimenticherò mai quando, in attesa dell'apertura del noto convegno, seduto ai tavolini dell' Hotel Parco a Riccione, analizzava il pezzo d'argento della cinque lire coniata a Napoli nel 1866. Insieme a lui ho osservato la moneta, rimanendo molto perplesso e non riuscendo al momento ad esprimere un parere sulla sua genuinità. Infatti questo esemplare presentava una strana usura, era pieno di colpi e soprattutto era stato molto lucidato. Indiscutibilmente si trattava di una perizia difficile, poichè i danni arrecati all'esemplare nascondevano i particolari utili per poterne giudicare l'originalità. Il giudizio di Angelo, invece, arrivò rapidamente e perentorio; nonostante tutto la moneta era originale e mi spiegò come fosse arrivato a questa conclusione.
Ci ha lasciato un grande di cui tutti sentiremo la mancanza e per me anche una bella persona, un uomo allegro, un Signore di classe con valori d'altri tempi.
Ho avuto modo di parlare con molti colleghi italiani ed esteri e tutti si sono dimostrati desiderosi di far qualcosa per ricordare il caro amico e collega Angelo.
Tra le iniziative, per le quali gli organizzatori del Convegno Filatelico Numismatico di Riccione hanno già espresso il loro parere favorevole, quella di dedicare il convegno ad "Angelo Bazzoni" e quella di tenere una conferenza a Lui dedicata in cui gli interventi saranno unicamente rivolti ad un suo ricordo.
Un ulteriore intervento potrebbe essere quello di promuovere il Premio Angelo Bazzoni, dedicato a giovani promettenti, a cui saranno sottoposte monete da valutare e periziare, anche per stato di conservazione.
Questa serie di iniziative permetterà di tenere sempre vivo il suo ricordo.

Umberto Moruzzi




Angelo Bazzoni
ci ha lasciato nella notte del 4 ottobre 2010. Il mondo della numismatica ha perduto il suo più profondo conoscitore delle monete italiane contemporanee. Noi abbiamo perduto con lui anche un caro amico, una bella persona, un uomo allegro, un Signore di classe con valori d'altri tempi.
Ciao Angelo.
Lo staff della Moruzzi Numismatica


La Cartamoneta Italiana,
Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae
Volume secondo, autori Guido Crapanzano e Ermelindo Giulianini
Milano 2011

Il grande tomo studia, cataloga e valuta le banconote italiane a partire da quelle emesse dalle regie finaze di Torino fino al Regno d'Italia con l'escusione della Banca Nazionale nel Regno d’Italia, i Biglietti consorziali e già consorziali, i Buoni di Cassa, i Biglietti di Stato, le banconote della Banca d’Italia, le emissioni in Euro, i biglietti relativi ai possedimenti e alle occupazioni italiane all’estero e quelli emessi durante le occupazioni straniere nei territori italiani, già ampliamente trattati nel primo Volume.
Oltre ad essere una guida indispensabile per il collezionista, questo catalogo è un saggio che colma un vuoto nella storia della circolazione monetaria dell'Italia in ben 800 pagine con 200 biglietti inediti. E' il frutto di 50 anni di ricerca.
Primo studio organico sulla circolazione cartacea negli Antichi Stati, parte dai primi biglietti emessi nel 1746 nel Regno di Sardegna e prosegue con le cedole dello Stato Pontificio e con le Fedi di Credito che circolavano nel Meridione, sino alle ultime banconote emesse nel 1920 dai Banchi di Napoli e Sicilia, ove ogni emissione è corredata da una premessa storica.
Alla nascita del Regno d'Italia, la cartamoneta rappresentava meno del 10% del denaro circolante, mentre il 90% era costituito da monete d'oro e d'argento; nata come strumento di emergenza, la cartamoneta ha progressivamente conquistato il ruolo di mezzo di pagamento più diffuso.
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Chacune expression de chaque individu est différente et personnelle, suivant la logique du propre pensé. Une grande quantité de productions intellectuelles, en particulier dans internet, sont mises gratuitement à disposition de tous. Cependant il ne faut pas oublier qu'il y a des obligations morales et loyales de respecter la paternité des créations et de ne pas les répliquer sans l'autorisation de celui qui les a réalisés.Copyright Moruzzi Numismatica © 1999-2010


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